Politica, la lotta contro il gioco d'azzardo
Gioco d'azzardo. Il monito contro ogni forma di dipendenza con l’invito in particolare a “digiunare dal gioco d’azzardo” era già stato lanciato la sera del Mercoledì delle Ceneri dall’Arcivescovo mons. Luigi Bressan. “Un vizio - aveva denunciato Bressan - che trascina decine di persone e famiglie in un baratro”.
E ora per contarstare il fenomeno dalla politica arriva una risposta concreta. I Consigli comunali di Trento e Rovereto hanno approvato all'unanimità la mozione che impegna sindaci e giunte a prevenire e arginare la dipendenza da gioco d’azzardo diventata purtoppo una piaga sociale. Lo dicono i numeri: 15 mila i giocatori in Trentino, 3 mila solo nel capoluogo che nei primi tre mesi dell’anno hanno speso 150 milioni di euro.
Il testo della mozione presentato dalla consigliera Eleonora Angeli dell' Upt prevede un pacchetto di iniziatve: progetti di sensibilizzazione, azioni di controllo del regolamento nei locali dove sono presenti le slot machine, obbligo di installarle lontano dalla vista dei clienti problematici e incentivi per i titolari virtuosi che decidono di rimuovere le macchinette, assegnando loro il marchio Family. E ancora, viene chiesto alla Provincia l’attivazione di un numero verde dedicata e l’apertura di una comunità terapeutica per le nuove dipendenze.
In questa direzione l'Associazione di auto mutuo aiuto di Trento per contrastare il fenomeno ha già avviato un percorso educativo e formativo per giocatori e familiari in collaborazione con il Sert.
Ma sentiamo la consigliera del comune di Trento Eleonora Angeli.
(Ascolta audio qui sotto)